C’è una via per il risparmio energetico nei Comuni italiani che parte dai piccoli centri e coinvolge, in un circuito virtuoso, amministrazioni, Energy Service Company e cittadini, per reinvestire i risparmi in bolletta in attività di sviluppo umano. In Sicilia, questa strada parte da Casalvecchio Siculo, paesino di 1000 anime di fronte a Taormina, con vista sullo Stretto di Messina.

Qui, da fine giugno, le viuzze medievali e gli affacci panoramici sono illuminati da 358 lampioni a led con cui sono stati sostituiti gli impianti vecchi e ad elevati consumi che ancora puntellano tanta parte del territorio nazionale. Il risparmio stimato per la bolletta elettrica comunale è di oltre il 70%: se prima dell’intervento il Comune spendeva circa 55.000 euro all’anno, adesso ne spenderà poco più di 12 mila, con un risparmio garantito di circa 42.000 euro all’anno per 15 anni.

L’investimento è stato sostenuto interamente da Solidarity and Energy, la ESCo (che sta per diventare Ente del Terzo Settore) nata dalla partnership tra la Fondazione di Comunità di Messina e Sefea, la Società europea della finanza etica e alternativa, con partner industriale Beghelli Servizi Srl, attraverso l’adesione del Comune all’Avviso pubblico permanente rivolto alle pubbliche amministrazioni che intendono ammodernare la rete elettrica e sostenere programmi di sviluppo umano. Casalvecchio Siculo è il primo Comune ad aderire all’Avviso che si fonda sul meccanismo della condivisione dei risparmi generati: per i nove anni successivi dall’ammodernamento della rete, l’80 per cento del risparmio in bolletta sarà devoluto alla ESCo per gli investimenti e i servizi di gestione e manutenzione degli impianti a led installati; il 20 per cento, invece, andrà al Comune che potrà scegliere come ridestinarlo. Superato questo periodo, le risorse risparmiate torneranno nella completa disponibilità del Comune. Ma l’elemento distintivo del progetto, che coniuga i valori della green economy con le buone pratiche della finanza pubblica e l’impatto sociale in un’area interna a rischio spopolamento, è che Solidarity and Energy reinveste l’utile d’impresa in programmi di sviluppo del territorio concordati con l’amministrazione.

Nello specifico, a Casalvecchio Siculo si è scelto di investire nel sostegno ai produttori locali, per creare occasioni di lavoro e avvicinare ai consumatori le eccellenze eno-gastronomiche e artigianali della Valle d’Agrò, il territorio vasto che si estende dalle pendici dei Peloritani fino al mare. Per farlo la ESCo ha finanziato e accompagnato la creazione dell’Associazione dei produttori della Valle d’Agrò e di filiere corte tra produttori e una rete di esercizi commerciali che hanno aderito alla proposta, sostenuta anche dalla Camera di Commercio di Messina. «Il problema più grave che vivono i nostri produttori è l’isolamento – spiega il sindaco di Casalvecchio Siculo Marco Saetti – e questo progetto ci consente di ampliare le reti di relazioni commerciali del Comune e dell’intera Valle per far arrivare i nostri prodotti sulle tavole siciliane, risparmiando in energia per investire sulla comunità».

L’obiettivo non è semplicemente favorire l’acquisto dei prodotti ma soprattutto valorizzare le storie di riscatto, rispetto per l’ambiente e le tradizioni millenarie che la valle racconta attraverso i suoi sapori, certificati da un protocollo di qualità ispirato a quello di Slow Food. Un processo che la Fondazione di Comunità di Messina, ideatrice di Solidarity and Energy, persegue fin dalla sua nascita.

«Il meccanismo proposto – sottolinea Gaetano Giunta, segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina – attua ed esalta la logica dell’economia civile, connettendo esperienze di green economy al sostegno di politiche per lo sviluppo del territorio. Esso è costruito nella logica del mutuo vantaggio, della corresponsabilità e quindi della sussidiarietà circolare, in evidente coerenza con lo spirito della nostra Costituzione Repubblicana. L’idea che sta dietro va oltre la visione dicotomica secondo cui il pubblico deve occuparsi della solidarietà e dei Beni Comuni, attraverso la redistribuzione, mentre il privato, cioè il mercato, deve preoccuparsi esclusivamente dell’efficienza, cioè soltanto della massimizzazione del profitto.

FONTE DELL’ARTICOLO: LA STAMPA

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